Sostegno Psicologico LGBT+ AFFIRMING

Tutti possiamo trovare giovamento da un luogo sicuro e non giudicante, in cui esprimere ciò che siamo e in cui trovare sostegno per affrontare le nostre sfide.

Le persone con orientamenti diversi dall’eterosessualità si trovano spesso a dover combattere delicate lotte di riconoscimento di sè e affermazione personale nelle relazioni con gli altri. Allo stesso modo anche le famiglie di persone LGBT+ si trovano ad affrontare crisi e sofferenze.

Le persone LGBT+ possono avvertire il bisogno di un sostegno psicologico per questioni legate all’identità o per sofferenze causate da discriminazioni, bullismo omofobico, stress, stigma, omofobia, pregiudizi o violenza; che possono anche sfociare in disturbi come ansia o depressione.

Sulla base delle “linee guida” dell’American Psychological Association (APA), il mio impegno professionale come psicologo “LGBT+ AFFIRMING” è rivolto a fornire un aiuto concreto per l’ottenimento del benessere delle persone e delle famiglie LGBT+

  • Sono convinto che gli orientamenti non eterosessuali non siano malattie mentali e che l’attrazione sessuale, i sentimenti e il comportamento si collochino in natura lungo un continuum tra orientamenti eterosessuali e LGBT+

Rifiuto pertanto, nella mia prospettiva e nella mia pratica, ogni forma di terapia riparativa (“terapia di conversione”) che si è dimostrata inefficace e dannosa.

  • Sono consapevole della differenza tra identità di genere, ruolo di genere e orientamento sessuale. La presenza di sfide, lotte e preoccupazioni in uno di questi aspetti non presuppone analoghi disagi negli altri.
  • Mi faccio carico di comprendere i differenti modi in cui lo stigma (con pregiudizi, discriminazioni e violenza) può influire sulla qualità della vita delle persone lesbiche, gay, bisessuali, queer, gender-fluid o transgender. Mi impegno quindi ad accogliere le singole storie personali e le lotte che vengono vissute.
  • Mi impegno a riconoscere le esperienze uniche delle persone che si identificano come bisessuali o che non si considerano omosessuali, rifiutando l’idea di una possibile “confusione” nell’identità di genere e sostenendo la possibilità di identificarsi come gender-fluid.
  • Mi sforzo di comprendere le esperienze e lo stress affrontato dai genitori di persone LGBT+, nel loro ruolo, già intrinsecamente difficile di genitori.
  • Rispetto la possibilità che famiglie delle persone LGBT+ possano includere persone non legalmente o biologicamente correlate.
  • Riconosco l’importanza delle relazioni tra persone LGBT e delle sfide che queste relazioni possono comportare.
  • Mi impegno a mantenere la consapevolezza dei miei atteggiamenti e delle modalità in cui le mie opinioni possono influire sulla valutazione e sul trattamento delle persone, assicurando di fornire la migliore assistenza professionale possibile anche attraverso confronti e supervisioni con altri professionisti.

Dott. Gian Paolo Baronchelli

Dssa. Laura Laudicina

Dott. Roberto Morlacchi

Dott. Nicola Calabrese

Dott. Alessio Pensavalle

Dott.ssa Nicole Venturini